"Il Tesoro di San Gennaro": disco dal passato
LA LEZIONE di De Simone e Murolo incontra la musica elettronica, tappeto sonoro per la musica del futuro. Villanelle del 1200, canzoni del patrimonio tradizionale napoletano e arie dell'opera buffa si vestono di electro-world-rock nelle mani di Salvio Vassallo, musicista e produttore, autore del disco in uscita "Il Tesoro si San Gennaro". Brani storici riletti in chiave elettronica con synth, tastiere, percussioni e chitarre, tra questi: "Lo Guarracino", "Il Canto delle Lavandaie del Vomero", rime di protesta contro la dominazione aragonese, recuperato negli anni Settanta da De Simone con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, "Michelemmà", brano del Seicento attribuito a Salvator Rosa che diventa "The Dawn of Michelemmà", e ancora "Villanella Ch'all Acqua Vai" scritta da Giovanni Leonardo di l'Arpa a fine del Cinquecento e "Canzone della Zingara". Cori riverberati, beat incalzanti e atmosfere oniriche alla David Sylvian per "Le Sorbe e le Nespole", brano dall'opera "Lo Cecato Fauzo" del 1719, libretto di Aniello Piscopo, musica di Leonardo Vinci. La voce potente, viscerale, della cantante Valentina Gaudini raccoglie la tradizione vocale delle grandi interpreti della musica napoletana. Con il disco in uscita sui canali digitali da itunes a Amazon, e nei negozi il musicista che ha calcato i palcoscenici internazionali con gli Spaccanapoli - gruppo di musica popolare animato negli anni Novanta da Marcello Colasurdo e prodotto da Peter Gabriel - lancia la sua nuova etichetta "RTF records". "RTF sta per Remembering The Future, titolo di una mia rielaborazione delle Folk Songs di Luciano Berio. Nell'opera originale Berio reinterpretava canti tradizionali provenienti da diverse parti del mondo, io ho rivisitato a mia volta le partiture in chiave electro-ambient-rock. "Un Ricordo al Futuro" è anche il titolo che Berio diede alle sue lezioni americane, estratto da un testo che Italo Calvino aveva scritto per un'opera teatrale dello stesso Berio, che all'epoca insegnava ad Harvard alla cattedra di poetica. Prima di lui c'erano stati Stravinsky, John Cage, Leonard Bernstein e Umberto Eco. Italo calvino invece venne a mancare poco prima dell'inizio dei corsi: considero Calvino e Berio i miei due padri spirituali". Letteratura, storia, musica e tradizione sono gli ingredienti della ricerca musicale di Salvio Vassallo. Guidato dalla mano invisibile di Roberto De Simone e della sua "Gatta Cenerentola", il compositore tenta di consegnare al pubblico una tradizione musicale lunga quasi un secolo che parla un linguaggio contemporaneo e internazionale. "Mi sono ispirato a De Simone, ma soprattutto all'antologia napoletana di Roberto Murolo, dodici volumi che ascolto da sempre. Murolo è essenziale: voce e chitarra, non scade mai nei toni melò". Due o brani inediti, "Bonanotte" e "Incubo Napoletano", fusione di musica electro-tech e passione vesuviana. Tra i riferimenti attuali ci sono i Radiohead, Bjork e la musica africana. "Il disco nasce per diventare spettacolo teatrale, ci sto già lavorando. E sto già pensando al secondo volume: sarà proprio una ricerca tra sonorità africane e napoletane. Alla fine degli anni Settanta, Pino Daniele si confrontava con i musicisti afroamericani figli del dopoguerra, io sento di dover raccontare la nostra realtà, caratterizzata dalle grandi migrazioni dall'Africa. Gli immigrati non sono solo emergenza, ma sono una grande risorsa e arricchimento culturale per la musica napoletana di domani".
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Ilaria Urbani - La Repubblica
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