giovedì 10 gennaio 2013

Cantanapoli, la svolta elettronica con Il Tesoro di San Gennaro



Salvio Vassallo rilegge in chiave digitale "La Gatta Cenerentola" e le villanelle

E poi dicono che in giro non c'e' nuova musica. Che la scena napoletana non partorisce nulla di nuovo, Che non c'e' piu' la ricerca di una volta.
Mai sentito parlare de Il Tesoro di San Gennaro? Mai entrati in rete nei giorni scorsi per scoprire su siti "napoleoni", su Facebook, su Soundcloud (http://soundcloud.com/vassalvio/tracks) la più' interessante ed elettronica chiave di rilettura del pianeta canoro napoletano dagli anni Settanta ad oggi?
Ricordate quando Alan Sorrenti prese "Dicintencello vuje" e la condusse per mano e per voce nei tortuosi quanto creativi meandri della controcultura rock degli anni Settanta? Salvio Vassallo riparte da li', arruola l'ugola verace ma capace anche di procedere per sottrazioni di Valentina Gaudini e digitalizza cantaNapoli. Nel senso letterale; stende tappeti elettronici ai piedi di "Michelemma'" e "Lo guarracino", immergendoli in un Mediterraneo di suoni contemporanei.
I panorami sonici delineati sono pura elettro, sia quando inseguono l'eufonia del canto libero e la contestualizzazione "ambient", che quando scatenano il ritmo da drum'n'bass in "Lavandaia's dream", pura trance che aggiorna con il massimo rispetto, anzi devozione, "La Gatta Cenerentola", a cui attingono anche per la "Canzone della zingara".
-Electro world rock-, autodefinisce il suo lavoro Vassallo, classe '75, che sceglie di lavorare sui materiali più' antichi a sua disposizione, quelli alla base dell'intera storia della melodia partenopea. Dal primissimo "Canto delle Lavandaie del Vomero" a "So'le sorbe le nespole amare" e "Villanella ch'all'acqua vai", senza esitare nel comporre pagine nuove intorno a spunti di un passato che non passera' mai finche' chi vive nel presente che di esso e' figlio sa trasformarlo così' in futuro.
Il Tesoro di San Gennaro diventa così' il sangue melismatico capace di sciogliersi in nuovo magma sonoro, in un canto insieme tradizionale e modernissimo. C'e' nell'aria qualcosa di nuovo, anzi di antico: con Vassallo (tastiere, computer, programmazione, batteria) e la Gaudini, applausi per gli altri musicisti coinvolti nel progetto, dal chitarrista Ernesto Nobili al bassista Enrico Barbaro. Campioni, glitch music, chitarre rock, suoni iterati fino allo sfinimento, retaggi dell'ondata analogica, strumenti acustici e persino silenzi sono tra gli ingredienti di un lavoro elettronico capace di inseguire la poesia come l'impazzimento digitale, di essere balsamo ed ecologia sonora ma anche colonna sonora del suk in cui viviamo ogni giorno ("Incubo napoletano").

"Il Mattino" del lunedì' 27 febbraio 2012- NapoliSpettacoli- Federico Vacalebre.

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